Dominique Fernandez – Omosessualità
La natura è omosessuale, la cultura organizza la sopravvivenza dell’umanità.
La natura è omosessuale, la cultura organizza la sopravvivenza dell’umanità.
A mio avviso, oggi il movimento omosessuale ha più bisogno di un’arte del vivere che di una scienza o di una conoscenza scientifica (o pseudoscientifica) di cosa sia la sessualità. La sessualità fa parte dei nostri comportamenti, fa parte della libertà di cui godiamo in questo mondo. La sessualità è qualcosa che siamo noi stessi a creare – è una nostra creazione assai più di quanto non sia la scoperta di un aspetto segreto del nostro desiderio.
Se vi va di fare la cacca sul cibo che vi alimenta oppure la pipì sull’acqua che vi disseta, fatelo subito e senza troppe storie. Tuttavia, se vi va di continuare a fare gli omofobi, senza nessuna conoscenza della questione omosessuale, andate pure a cagare la vostra ignoranza sulla cima di un vulcano in piena eruzione fino a bruciare le budella.
Essere gay non ti fa diventare promiscuo o moralmente inferiore, ed essere promiscuo o moralmente inferiore non ti fa diventare gay;Essere gay non ti fa diventare un travestito o un transessuale, ed essere travestito o transessuale non ti fa diventare gay;Essere gay non ti forza a dare spiegazione approfondite sul tuo modo di vivere la vita, di rapportarti agli altri e di vedere il mondo;Infine, essere gay non ti chiede di essere perfetto, ma ti incoraggia a fare del tuo meglio nelle condizioni e con le energie che avrai disponibili per quello che ti serve e che ruota intorno alla tua vita.
Mi piace imparare insieme a te, il nostro mondo è fatto di piccole cose, ma di grandi gioie.Non fai grandi discorsi ma cosa valgono di fronte alla mia felicità del tuo “Ti voglio bene” e delle altre poche parole con le quali mi racconti il tuo mondo? È un mondo bellissimo, fatto di pura poesia, la stessa poesia degli altri esseri speciali come te. Una poesia da proteggere e dalla quale imparare e trarre tanta dignità, quella con cui mai arresi vi “affidate” ai sorrisi e alle cure di una società che non sempre vi accoglie al meglio. Ma io spero – e mai smetterò di farlo – in quella parte buona dell’umanità, quella in grado di rispondere al dolore con l’amore.
Cerco di dirlo così come mi viene, mi scusino eventuali pignoli o suscettibili. Leggere sulle prime pagine le parole “contro natura”, pronunciate dal papa Benedetto XVI a proposito delle unioni omosessuali, mi fa rivoltare le viscere. La natura umana è così complicata e ricca (essendo biologica, psicologica, culturale, sociale) che estrarne un pezzo e appenderlo al lampione del Giudizio Divino equivale ad amputarla. L’omosessualità è sempre esistita ed esisterà sempre, consiste di amore e di vizio, di eros e di moda, di piacere e di colpa, di profondità e di futilità, tanto quanto le altre pulsioni dell’animo e del corpo. Si può diffidarne, si può criticarla, ma solo una violenta e impaurita torsione dello sguardo sulle persone, sulla vita, sull’eros, può arrivare addirittura a scacciare l’amore omosessuale dalla “natura umana”. Leggendo quei titoli ho pensato ai miei amici omosessuali, ad alcune storie di sofferenza e di punizione, all’orribile marchio di “anormale” che qualcuno di loro ha dovuto leggere negli occhi e nelle parole degli altri, e mi sono profondamente vergognato per quel “contro natura”. Possibile che i preti omosessuali, notoriamente molti, non abbiano niente da dire a questa Chiesa spietata?
Se l’omosessualità è una malattia potrete chiamare al lavoro dicendo: sono ancora gay, non posso lavorare!