Donatella Fantauzzi – Uomini & Donne
È molto facile che si senta chiedere ad una madre:”perché l’hai fatto?”Che ad un padre:”perché non lo fai?”
È molto facile che si senta chiedere ad una madre:”perché l’hai fatto?”Che ad un padre:”perché non lo fai?”
Era troppo bella, mi guardava, sorrideva e io morivo.
Colui che si volge a guardare il suo passato, non merita di avere futuro avanti a sè.
Le donne non hanno le palle perché gli uomini gliele farebbero cadere di continuo.
Noi donne siamo nate – o siamo state educate così? – attente a tutto quello che accade agli altri, ma assai poco a ciò che ci riguarda in prima persona. Nel linguaggio del non detto, viviamo protese verso “l’altro finale”: la maternità. I figli maschi non si accorgono di nulla, loro giocano a pallone; le femmine, invece, si preoccupano perché il viso della mamma è segnato dalla tristezza: da sempre sanno riconoscere le espressioni della tristezza.
Senza la donna non va niente. Questo l’ha dovuto riconoscere perfino Dio.
Che c’è di più buono del profumo di Donna? Mistico, magico, dolce, terribile profumo di Donna! Mentre provano amore o l’amore lo fanno è inconfondibile, sembra un invito, un richiamo, una promessa, a volte, un castigo, una vendetta, una semplice resa. Donne che si attorcigliano nella loro essenza, la propagano, la disperdono, la lanciano come briciola, come filo e scia da seguire. Fragranza seducente di lembi di pelle fresca che, furtivamente, s’intravedono dalle scollature o dalle trasparenze. Uno sguardo d’intesa oltre gli occhiali neri che si unisce al rossore improvviso delle guance per un gioco che si è spinto un po’ oltre e fuggito al proprio controllo, il capo chino, la mano che passa nervosamente tra i capelli, rumore di tacchi.