Elia Trabalza – Vita
La vita è strana, si vive per morire.
La vita è strana, si vive per morire.
Per quanto oscuro sia il presente, l’amore e la speranza sono sempre possibili.
Uomo hai voluto costruire una libertà che già c’era, inserendo strane regole a favore di pochi, ingabbiandoti in sofisticate strutture che governano e programmano l’essere quotidiano, illuso e costretto ad accumulare continuamente falsi miti.Uomo non limitarti a sopravvivere, perché non è il tempo che a mancare, ma l’errato utilizzo che ne facciamo.
Io non devo… voglio.
Il dubbio è un conflitto tra decisioni nuove e vecchie.
Più del fascino e dell’intelletto, degli odori che rendono giustizia ai piaceri dell olfatto; e alla pelle, che inarrestabilmente risponde, dando vita a quel desiderio di scivolar via, sull’altra pelle. Ma ancora di più e lo stare a guardare; osservare il quotidiano, osservare il tuo “sentire” il tuo “agire” e amarlo intensamente; e sentire un piacere, vedendo scivolar via il tempo, sentendo l’insaziabilità del vero amare. Come seduto su una panchina, in un qualunque viale, di un qualunque altrove. Voltarsi ovunque per cercarti; trovarti e sorridere perché è la cosa più bella osservare quel tuo vivere. La completezza dell’amore; la bellezza dell’esistere.
Non devo leggere libri per sapere che il tema della vita è il conflitto e il dolore. Per istinto tutta la mia comicità si basava su queste cose.