Elie Wiesel – Giornata della memoria
Se con l’Olocausto Dio ha scelto di interrogare l’uomo, spetta a questi rispondere con una ricerca che ha Dio per oggetto.
Se con l’Olocausto Dio ha scelto di interrogare l’uomo, spetta a questi rispondere con una ricerca che ha Dio per oggetto.
Il contrario dell’amore non è l’odio ma l’indifferenza.
Erano centoErano cento uomini in arme.Quando il sole sorse nel cielo,Tutti fecero un passo avanti.Ore passarono, senza suono:Le loro palpebre non battevano.Quando suonarono le campane,Tutti mossero un passo avanti.Così passò il giorno e fu sera,Ma quando fiorì in cielo la prima stella,Tutti insieme fecero un passo avanti.”Indietro, via di qui, fantasmi immondi:Ritornate alla vostra vecchia notte”:Ma nessuno rispose, e invece.Tutti in cerchio, fecero un passo avanti.
Se non altro perché un Auschwitz è esistito, nessuno dovrebbe oggi parlare di Provvidenza.
Su un acceso rosso tramonto,sotto gl’ippocastani fioriti,sul piazzale giallo di sabbia,ieri i giorni sono tutti uguali,belli come gli alberi fioriti.È il mondo che sorridee io vorrei volare. Ma dove?Un filo spinato impedisceche qui dentro sboccino fiori.Non posso volare.Non voglio morire.
La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni.
La memoria è determinante. È determinante perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.