Elio Arnone – Matrimonio
Una volta avevo uno spiccato senso dell’umorismo.Poi mi sono sposato.
Una volta avevo uno spiccato senso dell’umorismo.Poi mi sono sposato.
Un tempo due coniugi si amavano e si rispettavano per tutta la vita, oggi ci si lascia con troppa facilità, cercando di levare all’altro pure le ultime “mutande” che gli rimangono.
La scusa più frequente degli uomini per tenersi moglie e amante è: sono separato in casa. Peccato che la moglie ignori la sua condizione.
Il matrimonio e la politica si rassomigliano; bisogna gettarvisi di buon’ora.
Se si deve tradire è bene far durare la storia extraconiugale nel minor tempo possibile.
Allora Almitra di nuovo parlò e disse: che cos’è il matrimonio, maestro?E lui rispose dicendo: voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.E insieme nella silenziosa memoria di Dio.Ma vi sia spazio nella vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli.Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.
Il matrimonio è l’unica favola che comincia con vissero felici e contenti e finisce con c’era una volta.