Elisabetta Barbara De Sanctis – Anima
La sensibilità è un dono. Un maledetto dono.
La sensibilità è un dono. Un maledetto dono.
Per poter far rifiorire l’anima. Bisogna lasciar andare tutto ciò che fa soffrire, tutto ciò che fa star male.
Non ha mai fine un fiore che sale in paradiso, vola tra le nuvole. Lo stelo non è reciso perché innaffiato con amore e le sue radici si nutrono di un sentimento puro come l’amore e l’amicizia.
Privilegio dell’anima è quel suo essere duttile, flessibile, fragile, e al tempo stesso mostrare la sua granitica pertinacia quando gli artigli dell’indifferenza, della superficialità, della insensibilità, della presunzione, dell’arroganza, della grossolanità, la graffiano in profondità. i meccanismi che mette in atto l’anima hanno del prodigioso, sono complessi e talvolta molto lenti, il rimodellamento del suo tessuto può durare davvero tanto ma, seppure dolente e permanente, la cicatrice che rimane sta a testimoniare e confermare la sua incrollabilità.
Colleziono sorrisi per i giorni tristi, colleziono abbracci per le ore di solitudine, colleziono speranze…
È curioso come sia nella felicità che nella tristezza si provi il sollievo della comprensione così come accade al mattino quando il sole riempie ogni ombra mentre il freddo danza al nostro torpore.
I ricordi non devono essere mai dimenticati, nel bene e nel male, è a loro…