Elisabetta Barbara De Sanctis – Stati d’Animo
Mancanza. Una malattia che solo le tue labbra posson guarire.
Mancanza. Una malattia che solo le tue labbra posson guarire.
Fanno sorridere le cose più semplici, le cose che nascono spontanee e in modo istintivo. Fanno sorridere le sane compagnie quelle vere e sincere.
A volte è un meccanismo perverso quello che il nostro cervello utilizza nel processo di conservazione dei segmenti di vita, e a nostro discapito riavvolge il nastro dei ricordi e ce li ripresenta partendo da quelli che ci han fatto male avvolgendo nella nebbia quelli belli… a volte forse è attraverso l’ennesima sensazione spiacevole che si sprigiona da quei ricordi che finalmente riusciamo ad assaporare totalmente quel bello che comunque ne ha fatto parte.
I veri angeli nella nostra vita sono quelle persone che, senza farsi notare, ci sono sempre quando abbiamo bisogno di loro. E non chiedono mai nulla, perché hanno sempre paura di disturbare. Sono persone che non apprezziamo mai abbastanza, forse perché siamo sicuri che loro ci saranno comunque. Il loro amore è così silenzioso e discreto che spesso ci accorgiamo di loro, solo quando se ne sono andati.
Ci sono dei giorni “stronzi” da incubo che vorresti poter cancellare dal calendario dei ricordi, strapparli dalle pagine della tua vita. Sono quei maledetti giorni che ti hanno tolto il respiro, fracassato la tua anima e fatto a pezzo i tuoi sogni… e per quanto la tua anima urli pietà, la pietà non ti viene concessa. I ricordi si prendono possesso di te, come un’ombra ti seguono rendendo la tua giornata un inferno.
Un’emozione è quell’attimo di vita che ti fa stare bene con il mondo intero.
Spesso nei pochi anni che avevo vissuto mi era capitato che una frase di un libro, di una canzone, o di una poesia, raccontasse, o rispecchiasse in modo limpido, la mia vita; era come se narrasse una storia mia, o riuscisse a leggere il mio pensiero. Quando succedeva, ogni volta in me partiva un film, in cui quella canzone era la colonna sonora, o quel libro era il narratore; così mi veniva spontaneo un mezzo sorriso e mi perdevo nei miei ricordi.