Elisabetta Barbara De Sanctis – Uomini & Donne
Cos’erano, in fondo, loro? Erano emozione, erano respiro, erano amplesso di un pensiero che mordeva l’anima.
Cos’erano, in fondo, loro? Erano emozione, erano respiro, erano amplesso di un pensiero che mordeva l’anima.
Sapevano tutti che l’amava da ormai dieci anni, ch’era un uomo triste e solo, senza lavoro e senza denaro. Per lei provava un amore forte e intenso, ma di lui non si conosceva nient’altro. Lei donna di poche vesti, così discutevano le vecchie signore, lasciava un’uomo e prendeva un’altro. Ma egli non l’ebbe mai, forse visto povero e fragile. Dopo dieci anni dunque, l’uomo lasciò il paese. Taluni credevano che la sua vita andò persa, ch’era un uomo ucciso dentro. L’avvenimento fu però smentito da un barista che lo vide per l’ultimo giorno, e dichiarò le sue ultime parole: “Una volta lasciato il paese, io viaggerò, come un uomo libero, ed una persona nuova!”.
Prendila per mano, sfiorala, abbracciala, fagli sentire il tuo calore, falla sentire viva, fagli capire cosa significa essere una donna viva nell’animo.
Gli uomini entrano in rapporti scambievoli determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà.
Ho pensieri freddi che gocciolano dal tetto delle mie emozioni, architettura fatiscente che s’affaccia su una città antica, strade ostruite dalle macerie di guerre combattute sui nervi. E sono donna. Che combatte. Ancora oggi.
Si dice molto spesso che gli uomini sono cacciatori, ma alla fine è la donna a dare il si finale.
Io donna sempre in guerra con me stessa, piena di difetti e di paure. Io stupida sognatrice di un romanticismo ormai svanito resto ad aspettare che l’attimo fuggente si presenti nella mia vita. Mentre aspetto sono felice di avere dentro me quella serenità necessaria per essere in pace con me stessa e con il mondo intero.