Elisabetta Mancini – Frasi Sagge
Gli unici confini che trovo personalmente sono quelli naturali, linea che divide terra e mare e cielo e terra. Le altre frontiere sono solo l’egemonia di persone malate.
Gli unici confini che trovo personalmente sono quelli naturali, linea che divide terra e mare e cielo e terra. Le altre frontiere sono solo l’egemonia di persone malate.
Le “tenebre” sono il tormento della “luce”.
Chi semina vento… raccoglie tempesta!
Non ci sono errori, ma opportunità per conoscere le cose.
Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento”. Perché il poeta usa questi versi? […] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà.
Nel nostro cammino incontriamo tante persone, qualcuno per noi diventerà importante, altri invece rimarranno solo “gente”.
La solitudine è relativa, è quello che serve per mettere in ordine i pensieri, senza rinunciare a qualche momento di compagnia o di passione; ma relativamente restando soli dentro e con se stessi, solo allora ci si sentirà liberi d’amare, ma: amare veramente! La solitudine è il ritrovamento con se stessi e anche se questo è molto difficile, poiché si tende a fuggire da questo confronto, è il punto di partenza di ogni cambiamento non si deve temere alla solitudine ne tenerla come nemica e tanto meno soffrirla, l’inizio di ogni cambiamento è possibile partendo da un momento di pausa, di riflessione di pura meditazione.