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Elisabetta Quaratino – Vita

Tempo fa cercavo le parole per esprimere quello che provavo, ma non le trovavo perché non c’erano nessuno capace di trasmetterle, oggi le parole ci sono, perché esiste qualcuno capace di farle uscire fuori. Bisogna, quindi cacciarle fuori, prima che sia troppo tardi, perché un domani, potrebbe esserci ancora quel qualcuno tuo ispiratore, ma potresti essere tu a pensare: sono sciocca, ormai è tardi, e capirei in quel momento di come sarebbe bello ritornare a ieri.

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    Parlò a lungo del passato, e compresi che voleva recuperare qualcosa, forse una qualche idea di se stesso, che era finita nell’amore per Daisy. La sua vita era stata disordinata e confusa da allora, ma se riusciva una sola volta a ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto daccapo, sarebbe riuscito a capire la cosa che cercava… Una notte d’autunno di cinque anni prima stavano camminando con le foglie che cadevano, e arrivarono a un posto dove non c’erano alberi e il marciapiede era bianco per il chiarore lunare. Si fermarono e si voltarono l’uno verso l’altra. Era una notte fresca con quella misteriosa eccitazione che i cambi di stagione creano. Le luci tranquille delle case ronzavano nell’oscurità e c’era un fruscio e un bisbiglio tra le stelle. Con la coda dell’occhio Gatsby vide che gli edifici formavano una scala che saliva fino a un luogo segreto sopra gli alberi – poteva scalarla, se l’avesse fatto da solo, e una volta là, avrebbe potuto succhiare il nettare della vita, ingollare l’incomparabile latte della meraviglia. Il suo cuore battè sempre più forte quando il viso bianco di Daisy si avvicinò al suo. Sapeva che baciando quella ragazza, e unendo per sempre quelle indicibili visioni al mortale respiro di lei, la sua mente non avrebbe più spaziato come quella di un Dio. Perciò aspetto. Ascoltando ancora per un momento il diapason che aveva battuto su una stella. Poi la baciò. Al tocco delle sue labbra, Daisy sbocciò per lui come un fiore e l’incantesimo fu completo. Tuto quello che disse, nonostante lo spaventoso sentimentalismo, mi ricordò qualcosa – un ritmo elusivo, un frammento di parole perdute, che avevo sentito da qualche parte tanto tempo prima. Per un momento una frase cercò di formarsi sulle mie labbra, socchiuse come quelle di un muto, come se stessero lottando con più di un filo d’aria allarmata. Ma non emisero nessun suono, e quello che avevo quasi ricordato diventò inesprimibile per sempre.

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    E se un giorno hai bisogno di un sorriso disegnalo tu lentamente con un gessetto multicolore rubato ai colori dell’arcobaleno e se un giorno hai bisogno di illuminare gli occhi, ruba al cielo due stelle di quelle che sono più lontane e sono più belle, e se un giorno hai dei dubbi ridi ridi e se non ti viene da ridere prendi una piuma e fatti il solletico e poi aspetta che l’usignuolo canta e tu balla.

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    Ogni tanto abbiamo bisogno di fermarci un attimo, di mettere in pausa la nostra vita e riflettere su di essa. Nonostante lo cerchiate non troverete mai il tasto “rewind”, per il semplice fatto che il tempo è l’unica cosa che non potrete mai controllare.Restate fermi e osservate come tutto in torno sia in continuo movimento, come le persone entrano ed escano dalla vostra vita, come vi trovate ad affrontare quei tanti piccoli ostacoli che ogni giorno vi si pongono davanti. Guardate come vi emozionate ancora un volta senza volerlo. Sì, è vero, il tempo non si può controllare, ma abbiamo la straordinaria opportunità di viverlo e di scegliere come meglio farlo.