Emanuela Bassoli – Vita
Dobbiamo concentrarci ogni giorno per sopravvivere.
Dobbiamo concentrarci ogni giorno per sopravvivere.
Il vento si placò, e “rumore” fu.
Sono qui. Il mio viaggio e tutt’altro che terminato, è appena iniziato e sto imparando a camminare, anzi vorrei correre e volare. Su nell’azzurro nei colori dell’arcobaleno e come un falco lasciarmi trascinare dal vento. Guardare le nuvole trasformarsi e attraversarle e in picchiata toccare il suolo umido di rugiada. Spalancare le ali nell’azzurro con la musica del vento.
Ci deve essere un interesse reciproco per potere avere un rapporto con una persona, altrimenti rimane solamente un episodio isolato della propria vita.
Io non sono per la corruzione, io sono per la spontaneità e l’improvvisata.
Se vuoi ti presto le mie scarpe, ne hanno fatta di strada sai. I piedi fanno male e mentre osservi il mio camminare vago e giudichi, io proseguo nel mio sentiero tortuoso che è la vita. Se mi guardo indietro vedo distese di campi e risuoni di echi. Voci e ricordi che porto con me nel mio bagaglio come prova del mio percorso. Ho lasciato indietro il passato. Lui mi segue e mi perseguita convinto di rallentare il mio passo. Non lo posso ascoltare se voglio arrivare alla meta. E nel mio passato rivedo occhi che hanno letto dentro, bocche che hanno sputato addosso, mani che hanno accarezzato, ma che han saputo anche ferire. Le rughe del mio volto ne sono la prova. Le suole delle mie scarpe son consumate ormai. Ma per vedere il cielo e sentire il vento non mi servono più e se vuoi te le presto, così capirai che per giudicare la mia vita dovrai prima viverla come me. Nel mio presente ora non mi servono più le mie vecchie scarpe. Mi bastano le ali per spiccare il volo e sentire la vita tutta addosso, prima che scappi via e che sia finita.
L’ingiustizia taciuta è una pugnalata dritta al cuore.