Emily Brontë – Libri
Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l’amo più di me stessa.
Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l’amo più di me stessa.
A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno, mi siedo in disparte con un caffè e scrivo nel diario, controllo gli orari dei voli anche se ormai li conosco a memoria, osservo e scrivo, cerco di non ricordare la vita che non volevo perdere ma che ho perduto e devo ricordare, essere qui mi riempie di gioia il cuore anche se la gioia non è mia.
Siamo in pochi a provare emozioni così intense da aver bisogno di metterci il nero dell’inchiostro per renderle più chiare.
Si legge per viaggiare stando fermi, un’avventura a chilometri zero.
A me resta il colore del grano.
Credo proprio che nelle donne alberghi lo spirito del diavolo. Tutti gli anni trascorsi, nessuna occasione di rivederlo, ben poche gentilezze da ricordare (a detta di tutti) anche nel periodo in cui gli era promessa, la sopravvenuta notizia della sua morte, la sua crudele rapacità messa a nudo… Tutto questo a nulla era servito; ella serbava ancora la parte migliore del suo cuore per quel maledetto.
Hai presente quando devi voltare il foglio di un libro, ma le pagine sono sottili o appiccicate e non ti riesce? Il foglio lo vuoi girare a tutti i costi, quindi provi leccandoti un dito. Io nemmeno così riesco, così chiudo il libro.