Emily Brontë – Libri
Non era lo spino che si curvava verso i caprifogli, ma i caprifogli che abbracciavano lo spino. Nessuna concessione reciproca: l’una non cedeva mai, e gli altri si piegavano sempre.
Non era lo spino che si curvava verso i caprifogli, ma i caprifogli che abbracciavano lo spino. Nessuna concessione reciproca: l’una non cedeva mai, e gli altri si piegavano sempre.
Step sente un brivido caldo per tutto il corpo, trema leggermente. Poi scende dalla moto e si mette a passeggiare. Qualcosa di un negozio gli piace. Entra a comprarla. Quando esce, si sente morire. Una Thema passa veloce davanti a lui. Ma non così veloce perché i loro sguardi non possano incontrarsi. In quell’attimo si parlano di tutto, soffrono di molto, questa volta di nuovo insieme. Babi è lì, dietro quel vetro elettrico. Si inseguono ancora un po’ con i loro vecchi ricordi, con una nuova tristezza. Perché? Dove sono finiti tutti quei pomeriggi, quelle notti clandestine quando i suoi erano fuori. E ora vicino a lei c’è quello. Chi c***o è? Che c’entra nella sua vita? Nella nostra vita? Perché? Si siede sulla moto. L’avrebbe aspettato. Poi gli viene in mente tutto quello che gli ha sempre detto Babi.
“Ci hai già detto che lo scopo per il quale siamo stati inviati su quel mondo era quello di ‘indagare su una forma di vita quasi certamente ostilè, e che gli esperti della Compagnia hanno sempre saputo che il segnale era di avvertimento e non una richiesta di soccorso.””Si. “, rispose Ash. “Era passato troppo tempo, secondo i traduttori, perché una richiesta di soccorso potesse servire a qualcosa. Inoltre il segnale era spaventosamente specifico, molto dettagliato. Il relitto spaziale che abbiamo trovato era atterrato sul pianeta, apparentemente nel corso di una normale spedizione. Come Kane, devono aver incontrato una o più spore. La trasmissione non diceva se gli esploratori avessero avuto il tempo di stabilire se le spore fossero originarie di quel mondo, o se vi fossero emigrate provenendo da qualche altra parte. Prima di essere tutti sopraffatti, riuscirono a trasmettere l’avvertimento, per impedire che gli occupanti di altre navi intenzionate ad atterrare su quel mondo subissero la stessa sorte. Da qualunque parte venissero, erano persone nobili…”
Poi mi ritrovo fuori, con il cane. Fuori per strada. […] E cerco camminando (gioia ovunque, afferrata senza angoscia) e non trovo niente, fottuta letteratura di merda, realismo di ogni ordine, notte, orchi, fate corrotte! La gente si volta al passaggio dello svitato dalla testa ammaccata accompagnato dal cane che fa le linguacce. Ma anche loro, i passanti, non ne conoscono mica tante di storie che sian tutte rose e fiori! E se la ridono, con la risata carnivora dell’ignoranza, la risata feroce della pecora dai mille denti!
Sono solo gli uomini piccoli che sembrano normali.
“Non puoi viverlo!” Gli ripete la testa e spera che, a forza di ripeterglielo, convincerà anche lui, il cuore.Ma lui no, fa finta di non capire.”Perché non posso?” Chiede lui, il cuore.”Perché non hai tempo, hai altro a cui pensare” […]No, il cuore non pensa, però ascolta. Gli sembrano buone le motivazioni e si piega agli ordini della testa.
La lettura è una sincronia di anima e corpo.