Emily Dickinson – Anima
I narcotici non possono calmare il dente che rode l’anima.
I narcotici non possono calmare il dente che rode l’anima.
Se senti come un fruscio, è il vento leggero che ti sfiora. Se ascolti l’eco dei suoni, che si ripetono con andamento crescente, fino a catturare la tua mente e farla volare. Se, ti fermi e assapori ancora l’aria del tuo respiro, allora sei ancora libero e forse, mai sei stato prigioniero. Apri le braccia, amore, corri incontro alla luce così immensa, immensa come i tuoi pensieri, come il tuo sentire. Interminabile come l’attesa di un incontro. Corri verso la luce e diverrai il padrone dell’universo. Tua, amore, come ogni cosa che ritrovi al suo posto, come ad aspettarti, come ogni cosa che parla di te e del tuo mondo; delle tue battaglie, delle vittorie e delle sconfitte. Del prima e del poi. Del sempre e dell’eterno. Tua, luce.
C’è proprio bisogno di sognare.
Le anime affine sono quelle che fanno l’amore prima di sfiorarsi. Si toccano nei pensieri, si cercano nei desideri, si raggiungono per non lasciarsi.
Il corpo mi è stato dato in comodato d’uso, l’Anima no. Lei è solo mia.
Ho poco nella mia vita quel poco che per me è tanto, ma ho tanto nel mio cuore quel tanto che mi fa credere sperare e amare.
Quando si arriva ad avere la saggezza di ascoltare la propria anima, la vita potrebbe assumere un altro sapore.