Enrico Cuccia – Ricchezza & Povertà
Le azioni si pesano, non si contano.
Le azioni si pesano, non si contano.
Diceva sempre: “Con i soldi s’ottiene tutto”… Ad oggi non ha capito perché sua moglie fosse scappata con il loro maggiordomo.
Non può essere altruista con i sentimenti colui che è ingeneroso con il portamonete.
Il giovane ricco ha cento distrazioni brillanti e grossolane, corse di cavalli, caccia, tabacco, gioco, buoni pranzi e tutto il resto; occupazioni della parte bassa dell’anima a danno della parte alta e delicata. Il giovane povero stenta a procacciarsi il pane; mangia, e quando ha mangiato non ha più che la meditazione.
Il potere in mano ad un potente è come quando piove sul bagnato: insignificante, incoerente… il potere in mano ad un debole è come alimentare una fornace alla quale non basta mai legna da bruciare.
Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli.
L’avaro fa numerosi testamenti. Hanno per lui il fascino di spese che sa di non fare mai.