Enrico Giuffrida – Stati d’Animo
Con Natale e Capodanno, è andato via il peggior malanno, Superata la tempesta della solitudine, si torna al cammino quotidiano con rettitudine.
Con Natale e Capodanno, è andato via il peggior malanno, Superata la tempesta della solitudine, si torna al cammino quotidiano con rettitudine.
Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene.
Resto in bilico tra pensieri e sentimenti e non vivo ma osservo la sofferenza di chi sopporta i soprusi di un mondo tanto perverso.
Non mi accontento di un attimo… perché, anche se indelebile, ne rimane solo il ricordo astratto.
Di giorno i suoni, le luci e i colori rendono la vita senza tempo, di notte immersi nel silenzio e l’oscurità ridiventiamo consapevoli di un destino che è il corso dell’esistenza, l’inesorabile susseguirsi dei giorni e del tempo. Al mattino con il sorgere del sole assistiamo al sorgere della nostra infinita voglia di esistere.
Vedo la luna frangersi in petali d’argento nell’acqua. Respira il fiume dei respiri di luna, sogna la luna il suo viaggio di fiume.
Ultimamente sento, addosso e dentro, una strana stanchezza e ogni giorno non vedo l’ora che arrivi la sera per andare a dormire, riposare, staccarmi da tutto. Mettere amore in quello che faccio, avere pazienza per tutto quello che non va bene, impegnare la forza di volontà per andare avanti e non desistere, tutto ciò fa parte del mio carattere; però, ora, ho capito che pure io ho bisogno di me, devo starmi vicina ed essermi utile.