Erika Mancini – Stati d’Animo
Contengo con dignità la mia tempesta.
Contengo con dignità la mia tempesta.
Nessuno può essere interprete dell’altro. A volte neanche di se stesso ed è ciò che distingue un essere consapevole da una mina vagante.
Anche il più rude, chi ostenta sicurezza e presunzione, necessita di tanto in tanto di una pacca sulla spalla, di qualcuno che ti dica che va tutto bene. Checché se ne dica, nessuno è sentimentalmente autosufficiente.
Ho ancora cicatrici ben visibili, cucite come fiori, sono la bellezza dei miei giorni ormai trascorsi, sono il mio orgoglio.
Non mi volto più a guardare dietro. Non sono più intenzionata a dar peso a chi della sua vita fa un “Teatrino” da Circo. Io ho capito che vivere è ben altro. La vita non ti aspetta e non ti grazia quando il tempo passa. La vita ci circonda di occasioni che non vedi e non saprai cogliere se i tuoi occhi saranno puntati perennemente su qualcuno o su qualcosa. I miei hanno puntato dietro se anche troppo tempo adesso puntano solo avanti! Perché ciò che sta dietro non mi interessa più!
A volte, quando di sera sono sola nel mio letto e i pensieri vagano in mondi sconosciuti, tremo e ho paura, ho paura di dimenticarlo, ho paura di non sapere più chi era veramente, ho paura di perderlo sul serio.Ma poi mi alzo, vado allo specchio e lo rivedo li, nei miei occhi, nella mia bocca…Così asciugo le lacrime, sorrido e torno a dormire più serena.
Dovremmo tutti imparare che le parole hanno un peso. Spesso invece le pronunciamo con una leggerezza d’animo tale, da non renderci conto che chi ci ascolta può dargli una maggiore importanza, e rimanerne a volte ferito.