Erika Mancini – Vita
Il pensiero corre senza sosta, abile condottiero impetuoso, irrefrenabile, incontrollabile, attraversa senza paura ostacoli, sogna, vola e si posa dove il cuore vuole stare.
Il pensiero corre senza sosta, abile condottiero impetuoso, irrefrenabile, incontrollabile, attraversa senza paura ostacoli, sogna, vola e si posa dove il cuore vuole stare.
Il silenzio complice, quel sentirsi dove la ragione tace e sguardi, bocche, mani sono l’incipit…
Nel mondo non è importante conoscere gli uomini, importa essere più intelligenti di chi si ha davanti sul momento. Lo si constata alle fiere annuali, lo dimostrano tutti coloro che vendono la loro merce gridando a squarciagola.
Un vero uomo è quando fa una cosa giusta… e nessuno lo guarda!
Non aver paura di viverti la tua vita, di percorrere quella strada, sia pure tortuosa, su cui ti spinge il tuo cuore.
Ti rispetto e l’ho sempre fatto, non attribuire a me colpe che non ho, forse sono solo tue insicurezze, tue paure. Io ho bisogno di persone vere pulite, dirette, sincere. Io lo sono, nonostante tutto vado avanti sempre col cuore ed il cuore, non può sbagliare, batte quando batte. Mi pulisco la faccia, questo è lo sporco che tu vuoi gettare su di me, non intaccherà mai la mia anima.
Andare alla ricerca di una legge basilare è una sciocchezza e ancor più lo è reperirla. Un povero spirito decide che l’intero corso della storia umana può essere spiegato in termini di insidiose rotazioni di segni zodiacali o di lotta tra pance piene e pance vuote; assume un puntiglioso filisteo nel ruolo di collaboratore di Clio, e dà inizio ad un’attività commerciale all’ingrosso di epoche e di masse; e allora guai al privato individuum, con la sua povera doppia u, con i suoi disperati “ehi voi” nel folto delle ragioni economiche. Per fortuna, tali leggi non esistono: un mal di denti farà perdere una battaglia, una pioggerella abolirà un’insurrezione. Tutto sguscia via, tutto dipende dal caso, e del tutto vani sono stati gli sforzi in contrario di quell’acido borghese in pantaloni vittoriani a quadri, autore di Das Kapital, frutto dell’emicrania e dell’insonnia.