Ernest Hemingway – Stati d’Animo
È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.
È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.
Il giorno aiuta la mente a distrarsi con il quotidiano, la notte aiuta l’anima ad aprirsi per noi stessi.
L’Infinito è dentro di noi, altrimenti non saremmo proiettati verso il suo espandersi.
Se le parole potessero essere pesate sapremmo quanto è pesante il nostro cuore.
Sì è sempre soli quando la verità scalda il tuo cuore e ti accorgi che una lacrima ti resta vicino.
Ho guardato dentro mille occhi, ma forse in nessuno di essi ho saputo scorgere quel qualcosa in più che cerco. In nessuno di essi ho trovato quello che da troppo tempo ormai sembra essersi estinto. Mille bocche ho visto esprimersi in svariate parole, malgrado il loro tentativo di rassicurarmi, esse non hanno saputo fare in modo che io potessi fidarmi ed affidarmi. È come un sesto senso che ti frena. Come un “buco” che dilata lo stomaco. Non è facile ignorare le vecchie ferite, dimenticare la risalita dal dolore e tornare a guardare qualcuno con gli stessi occhi e ad ascoltarlo apprendendo le sue parole con la stessa fiducia. Difficile è risalire, ma ancor più difficile ricominciare qualcosa di nuovo con la stessa fiducia e lo stesso entusiasmo.
Possiamo avere il controllo di tante cose, ma non delle nostre emozioni. Soprattutto quando il cuore è innamorato.