Ernst Rietschel – Arte
Il bello dell’arte è sempre vero, ma il vero non è sempre bello.
Il bello dell’arte è sempre vero, ma il vero non è sempre bello.
Varese è il Versailles di Milano.
Quando siamo di fronte ad un’opera d’arte, facciamo si che la nostra conoscenza sparisca, facciamo prevalere il nostro essere, priviamoci di ogni forza, rimaniamo noi l’opera e la consapevole paura di ciò che potrebbe accadere.
Un’opera d’arte conserva in sé il tempo, trattiene e condivide un’emozione per sempre.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
Mio personale giudizio sul 98% dei critici d’arte è che devono provare la stessa sensazione…
È decorazione l’arte, è volontà di esprimersi.