Eugene O’Neill – Vita
Le nostre vite sono semplicemente tetri intervalli nella televisione del Padre Nostro.
Le nostre vite sono semplicemente tetri intervalli nella televisione del Padre Nostro.
Non fare la fine di una bella canzone che nessuno ascolterà.
Tutti cercano la strada giusta da percorrere, ma nessuno si preoccupa di infilare le scarpe prima di uscire, nel caso in cui ci siano carboni ardenti su cui camminare.
La vita ha una grande, grandissima sala d’attesa. Fissi la porta di quell’ascensore che speri si spalanchi all’improvviso. C’eri arrivata, eri lì, ti avrebbe portato in alto, lì a quel settimo cielo di cui avevi sempre sognato le nuvole e gli angeli, ma qualcuno più veloce l’ha chiamato prima di te; pensavi andasse su, invece l’hanno chiamato da sotto: avrebbe fatto meglio a far salire te! E le vite di tutti sono porte scorrevoli di ascensori di antichi palazzi che hanno dentro storie, quadri appesi a chiodi arrugginiti, stanze, segrete, sotterranei, armadi abitati da scheletri, pareti umide e qualche ornamento sfarzoso qua e là. Quanti ritardatari e quanta gente rimasta giù in questa grandissima sala d’attesa. Si fanno anche bell’incontri di tanto in tanto, altre volte brutti, ma ad accomunarci questa stessa necessità di raccontarci le vite e di quella volta in cui abbiamo perso l’ascensore e siamo rimasti a terra. Non ti resta che aspettare che la porta si apra per portarti a casa tua, lì al piano che ti è stato assegnato.
La capacità di adattarsi a qualsiasi situazione o persona, fa dell’essere umano un grande diplomatico. Per qualcuno il termine giusto è però un grande paraculo.
Essere se stessi, sempre, è rifulgere di luce propria.
Tempo, spazio: necessità. Sorte, fortuna, casi: trappole della vita. Volete essere? C’è questo.