Eugenio Montale – Felicità
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione “sine qua non” di piccole e intermittenti felicità.
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione “sine qua non” di piccole e intermittenti felicità.
Cosa servirebbe nella vita? Un pizzico di serenità, una manciata di felicità, un briciolo di tranquillità.
Per essere felici basterebbe essere costanti nel fare le cose che amiamo e che ci fanno stare bene.
Esiste qualcosa di più alto della felicità; qualcosa che non si può descrivere ne comprendere con la mente, qualcosa che può essere intuito solo nei nostri desideri utopistici più nascosti.
Incrociare uno sguardo e vederci in trasparenza l’anima, non ha prezzo!
La felicità è tutto ciò che aspettavamo che fosse e che, invece, non è.
L’uomo non riuscirà ad essere felice finché troverà difficile vivere in maniera semplice.