Eugenio Montale – Tempi Moderni
Abbiamo fatto del nostro meglio per peggiorare il mondo.
Abbiamo fatto del nostro meglio per peggiorare il mondo.
È il contatto che ci manca in una società dove si predilige il rapporto virtuale. Entri in un luogo pubblico e, mentre sei lì che aspetti, son tutti ipnotizzati davanti allo schermo del proprio Iphone. Niente dialogo, scambio di battute, tutto un botta e risposta su Whatsapp, o interminabile interagire coi giochi sui social. Pare non abbiamo più nulla da raccontarci, da inventarci. Solo un copia incolla di link da mandarci, di frasi fatte, di messaggi brevi, magari inaccessibili come codici fiscali, musica da postare, ma il linguaggio è fermo. Trovandoci uno di fronte all’altro o in comitiva ognuno guarda il proprio cellulare, pare sia lui il protagonista di ogni conversazione, sia lui a parlare per noi, più di noi. È il contatto, quello di sguardi, di sorrisi, di discorsi, è il contatto che ci manca.
Senza materia non c’è tempo e il tempo è la materia che si trasforma.
Se potessi tornare indietro nel tempo… sicuramente non avrei scritto questa frase.
Oggi, l’unico punto fermo è che tutto si muove.
Ogni volta che un dj asserisce “stasera suonerò”, Beethoven e Mozart dovrebbero resuscitare e alternarsi a prenderlo a calci in culo dalla discoteca al più vicino conservatorio.
Un mondo che si ostina a leggere un libro, non avrà speranza di leggere un cuore.