Euripide – Frasi Sagge
Ma non bene gli uomini sol per veduta giudicano, quando c’è chi aborrisce altrui, senza conoscerne l’animo a fondo, sol per vista, senza che torto n’abbia ricevuto.
Ma non bene gli uomini sol per veduta giudicano, quando c’è chi aborrisce altrui, senza conoscerne l’animo a fondo, sol per vista, senza che torto n’abbia ricevuto.
Adesso so che la violenza è anche nel silenzio e qualche volta è invisibile a occhio nudo. La violenza è il tempo che risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, l’impossibile ritorno indietro. La violenza è quello che ci sfugge, che tace, che non si manifesta, la violenza è ciò che non ha spiegazione, che resterà opaco per sempre.
I dolori leggeri concedono di parlare; i grandi dolori rendono muti.
Tutti abbiamo un velo che ci veste l’anima e ci scopre il cuore.
Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo: “gli Dei ci hanno dato una lingua e due orecchie”.Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori.È un maleducato, se parla in privato e da privato.È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante, un dipendente pubblico, un eletto dal popolo.Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire.
Non uccidere la bambina che è in te, sprigionala e lasciala volare.
Genio: che cosa è il piacere?Tasso: non ne ho tanta pratica da poterlo conoscere che cosa sia.Genio: nessuno lo conosce per pratica, ma solo per ispeculazione: perché il piacere è un subbietto speculativo, e non reale; un desiderio, non un fatto; un sentimento che l’uomo concepisce con il pensiero, e non prova; o per dir meglio un concetto, e non un sentimento. Non vi accorgete voi che nel tempo stesso di qualunque vostro diletto, ancorché desiderato infinitamente, e procacciato con fatiche e molestie indicibili; non potendovi contentar il goder che fate in ciascuno di quei momenti, state sempre aspettando un goder maggiore e più vero, nel quale consista in somma quel tal piacere; e andate quasi riportandovi di continuo agl’istanti futuri di quel medesimo diletto? Il quale finisce sempre innanzi al giungere l’istante che vi soddisfaccia; e non vi lascia altro bene che la speranza cieca di goder meglio e più veramente in altra occasione, e il confronto di fingere e narrare a voi medesimi di aver gouto, con raccontarlo anche agli altri, non per sola ambizione, ma per aiutarvi al persuaderlo che vorreste pur fare a voi stessi. Però chiunque consente di vivere, nol fa in sostanza ad altro effetto né con un’altra utilità che di sognare; cioè credere di avere a godere, o di aver goduto; cose ambedue false e fantastiche.