Fabio Privitera – Anima
Gli occhi non sono lo specchio dell’anima. Occorre chiudere i propri per guardare l’anima di qualcuno.
Gli occhi non sono lo specchio dell’anima. Occorre chiudere i propri per guardare l’anima di qualcuno.
Se è vero che abbiamo l’anima, quella di chi è felice si deve allargare e allungare e viene fuori dal corpo come un elastico e rimanere così fuori perché ha tante cose da provare, tanti sentimenti da accarezzare e tante voci da ascoltare. Si fa amare e si fa coccolare come i bambini viziati ed è anche parecchio egoista perché sa che non potrà starci in eterno là fuori a godersi quel cielo e quelle nuove e quel colore che pochi sanno chiamare con il nome giusto, il nome giusto per un colore. Il nome giusto per un viso, per due occhi e per un sorriso. Solo quello conta. Un elastico prima e poi deve tornare.
Anima che avvolgi ogni mio respiro, restami vicina e donami la forza per capire, questa…
Un cuore che ti accarezza interrompe la solitudine dell’anima.
Ci perdiamo in troppe cose, ricerchiamo le condizioni migliori e così lasciamo andare gli attimi ma tali condizioni sono solo delle idee, dei desideri, non esistono per lo più. Esiste la vita, tutto il resto è un mero conformismo che incatena l’anima.
L’anima non dimora, qual massa indipendente, nel corpo come in un carcere, da cui sarebbe liberata dalla morte. L’anima è l’uomo nella sua totalità. L’uomo non ha un’anima, egli è un’anima.
Non si può dare un corpo al Sentimento: è brezza leggera, che sussurra fra le pieghe dell’anima; è tuono, che esplode tra le pareti dell'”Io”. Si può solo ascoltarlo e viverlo intensamente, nell’intima profondità della nostra anima. Tutto ciò che diciamo o scriviamo – per quanto intenso possa essere il nostro dire – non è che un misero surrogato della magia o, talvolta, della grande devastazione che proviamo.