Fabio Privitera – Destino
Perdersi è un po’ ritrovarsi in una realtà diversa da quella che si conosceva, di se stessi e del mondo.
Perdersi è un po’ ritrovarsi in una realtà diversa da quella che si conosceva, di se stessi e del mondo.
Ci sono cose destinate a non incontrarsi mai, benché si incrocino spesso lungo la via. Lo sguardo può anche cercarsi per una frazione di secondo, ma poi mente e cuore restano altrove. Il fato si fa beffe di noi. E se la gode un mondo, alla faccia nostra.
Io non credo nel destino, il destino siamo noi a crearcelo con le nostre scelte giuste o sbagliate; ma per quanto riguarda le persone, penso che se qualcuno deve fare parte della tua vita ne farà parte. Prima o dopo non ha importanza ma se deve esserci, ci sarà. A volte si fanno errori, si scelgono amicizie sbagliate sottovalutando, senza volere, quelle vere. L’importante è accorgersi dell’errore. Chi è stato tuo amico davvero, ci sarà ancora. A volte si costruiscono ponti che possono sembrare instabili ma basta rafforzarne le fondamenta e saranno indistruttibili.
Che cos’è la certezza? È un’utopia, è qualcosa che non avremo mai, è quel tassello che spesso ci manca per essere sereni, ma possiamo vivere aspettando certezze che non arriveranno mai. O forse vale la pena vivere senza aspettarsele assaporando ogni cosa nell’incertezza?
Non è cosa buona e bella che abbia lunga durata.
Aromatico. Inaspettato. Crudele. Questo è il destino.
Vidi da lontano un’ombra, che avrebbe avvolto il mondo per un’era di mille anni, fino all’eternità, dopo un giorno intero in cui le stelle sorrisero alla terra. Il vessillo del Cristo se ne stava inerte sopra le conquiste, nelle terre senza vento. Su di esso era il Sauro sul Sole.