Fabio Privitera – Vita
Mi chino sul bordo oscuro della follia e lì mi rivedo fulgido e senza alcuna malinconia!
Mi chino sul bordo oscuro della follia e lì mi rivedo fulgido e senza alcuna malinconia!
La parola è l’arma più pulita, ferisce senza sangue apparente.
Chiediamo sempre troppo a noi stessi. Ci danniamo per cercare di capire le persone, per accettarle come sono. Non perché si è diversi non ci si può voler bene, ma se manca alla base il rispetto non si ha via di uscita. Nulla nasce senza rispetto e quelle diversità a quel punto sono lame taglienti usate solo per ferirti. Non aver mai paura di voltare le spalle a chi per te pietà non l ‘ha avuta perché arriverà il giorno in cui non avranno più nemmeno 2 occhi da guardare ma vedranno solo il niente.
La vita non va vissuta nell’attesa, la vita è un dono e il miracolo che appartiene all’incanto del nostro essere vita.
Se la nostra benevolenza non include anche noi stessi, è incompleta.
Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre.
Siamo “incapsulati” nel tempo e nello spazio, ai quali dobbiamo la vita e l’ignoranza.