Fabrizio De André – Desiderio
Mia madre mi dissenon devi giocare con gli zingari nel boscoma il bosco era scurol’erba era verdedite a mia madre che non tornerò.
Mia madre mi dissenon devi giocare con gli zingari nel boscoma il bosco era scurol’erba era verdedite a mia madre che non tornerò.
Far sorridere qualcuno è stupendo e scalda il cuore, ma avere la possibilità di rendere quel qualcuno felice lo sarebbe anche di più.
Vorrei aprire la porta del sogno e al di là trovare un grande, meraviglioso giardino fiorito. Perché certi sogni, hanno necessità di un magico profumo di vita. Reale.
Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d’arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l’esuberanza creativa.
In ogni umano la coscienza è storia dello spirito, i desideri sono gli episodi, delle sue vicende.
Se di “te” mi raccontinon dire “noi”, non vogliosapere a chi appartieni.
Sotto il cielo ci sono tante convinzioni e poche certezze, ma se vogliamo possiamo ribaltare il tutto con fugaci momenti di fantasia e portare estasi li dove l’estasi ci manca… Sei libero di fare come sei libero di ricevere, questa è una certezza e di ciò sono convinta.