Fabrizio Sani – Accontentarsi
In tanti dicono: “non dimentico da dove vengo”. Beh, io penso che sia più importante non dimenticare dove si vuole andare.
In tanti dicono: “non dimentico da dove vengo”. Beh, io penso che sia più importante non dimenticare dove si vuole andare.
Strana la vita. Spesso la gente ci chiede cose che non vogliamo dire e ne pretende delle altre che non possiamo dare. Esistono realtà che non vorremmo mai sapere, ma che alla fine dobbiamo conoscere e accettare. Accettare che ad impugnare le lame che ci feriscono di più, spesso sono coloro che amiamo o che amavano… e alla fine abbiam perduto. La resa dei conti arriva per tutti. La delusione, la rabbia e la sofferenza non le puoi superare. L’invidia, l’odio e la cattiveria non le puoi sopportare. Queste sono lezioni da imparare.
La limitazione è una sofferenza, l’abbastanza è una consolazione, il più che abbastanza è un delizioso banchetto.
Aspetti, e il tempo rallenta, rallentano i secondi, rallentano i minuti, rallentano le ore.
Ci si può accontentare di tutto, ma non di una vita a metà.
Chi semina raccoglieIl proverbio “chi semina bene raccoglie buoni frutti” Purtroppo non sempre e così è uno di quei pochi proverbi in alcuni casi Sbagliano, per che se si semina su un campo guasto ci si puo mettere tutta la buona volontà del mondo ma uscirà fuori solo frutta marcia “per che se il terreno è arido anche se annaffiato giorno per giorno, si semina Amore e si raccoglie Gramigna. Ahimè, l’esperienza mi ha insegnato che non sempre si raccoglie quel che si semina. Spesso ho seminato qualcosa per poi aspettarmi chi sa che! Magari dei frutti appropriati alla mia semenza, e invece mi venuta fuori tutt’altro. A questo punto mi sono chiesta se ero io che sbagliavo semenze guaste, oppure non è proprio il caso di darmi al giardinaggio e all’agricoltura. Nella vita bisogna seminare e dimenticarsi di aver seminato, con la speranza che quando meno c’è la aspettiamo i buoni frutti ci cercheranno. Insomma! Cerchiamo sempre di semina quello che vorremmo poi raccogliere.
Rimpiango i tempi in cui le liti cominciavano con una scazzottata e finivano in un bar a bere tutti insieme, quelli in cui si corteggiava per arrivare al primo bacio e non si dormiva la notte se ciò avveniva. I tempi in cui bastava un pallone e dei perfetti sconosciuti cominciavano un’amicizia che sarebbe durata nel tempo e quelli in cui la lealtà e il rispetto erano la prima cosa che ti insegnavano a scuola. Rimpiango i tempi in cui la speranza era l’ultima a morire e la vita era bella da vivere, dove parlare a quattrocchi era l’unico modo per comunicare, quando i silenzi erano fatti di parole e il cuore batteva per amore e non per sesso.