Fausto Bertinotti – Frasi sull’Italia e gli Italiani
Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c’è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni.
Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c’è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni.
L’italiano non lavora, si impoverisce.
La parte della mente che gli italiani applicano per capire l’economia, ossia la circonvoluzione del cervello dove si riflettono le chiacchiere dei giornali, è tra le più malmesse. I pregiudizi vi s’avvinghiano tra pochi fatti, composti spesso di verità scadute.
La bellezza è, anche, in questi ragazzi che si donano senza pretendere perché la più bella pretesa dell’arte è esprimere il cuore.Ai bambini si devono raccontare le favole perché i bambini hanno bisogno delle favole per crescere col cuore.L’arte è la favola di cui non ci si può privare e di cui non è giusto privarsi.In Italia, museo a cielo aperto, storia di ogni espressione artistica, l’arte dev’essere perorata e sostenuta secondo merito, perché se una favola incanta significa che attraversa il cuore.W l’arte.
Vedo Milano e me ne innamoro, vedo Venezia e mi innamoro ancor di più, vedo Torino e mi appassiono follemente, vedo Roma e mi commuovo di maestosità, vedo Firenze e vado in estasi, vedo Napoli e illanguidisco d’emozione, vedo Catania e la rimpiango dolcemente, vedo Cagliari e ogni altra città di ogni altra regione come fosse unico amore indissolubile, e mi sento orgogliosa e profondamente partecipe del suo esistere fascinosa di panorami, di storia e di cultura e di umanità. Si, lo confesso e lo urlo: io sono innamorata, innamorata persa della mia, nostra, Italia.
La nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria, in leggerezza, lasciando dietro di sé un profumo di non certezza. Al quale poco si bada, ché proprio tutto in Italia partecipa di un elemento d’aria: il bene, il male e persino il rimorso, ché un pentirsi già pentito prima di dirsi.
Arlecchino, Pinocchio e Pulcinella sono l’Italia del popolo, che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio. Un’Italia del passato, ma che si può riconoscere oggi dovunque.