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Federico García Lorca – Figli e bambini

Protestavo ogni giorno. Protestavo nel vedere i bambini negri come decollati dai colletti inamidati, con vestiti e stivaletti dai colori sgargianti, pulire le sputacchiere di uomini freddi che parlano come anitre.

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    Eri stato concepito in una notte di sesso, casuale e a buon mercato…Dato alla luce in una cantina di un palazzo.Avvolto in un piccolo panno strapazzoe senza darti la gioia di sfiorare il seno a quella donna,che era tua “madre” buttato nel cassonetto dei rifiuti al mercato…Da li a poco la tua vita ti ha lasciato e Tu piccolo,Angioletto di Dio, sei volato là da dove eri venuto,con la speranza di portare gioia e ricevere amoreda quelle persone senza un briciolo di cuore,per portare il tuo triste messaggio al Signore…Tu piccolo angioletto non lo sai che la vita quaggiùa volte è ingiusta e strana, dà a chi non merita e non vuole,e chi, invece ti vorrebbe con tutto il suo cuoreForse e purtroppo, non ti potrà mai amare…

  • Antonella Coletta – Figli e bambini

    Il sorriso viene dalle cose semplici. Dai ricordi, per esempio. Dal pane e marmellata della merenda da bambini. Dal gessetto che tracciava un percorso “saltellante” sull’asfalto, dai cartoni di Heidi, dalle filastrocche un po’ stonate. Dall’esserci salvati dalla punizione di andare dietro la lavagna, con la faccia rivolta verso il muro. Un sorriso macchiato di Nutella o della mamma che ci abbraccia per un bel voto. Dei cavalli a dondolo e della piscina di Barbie. Della Befana cui fingevamo di credere, sapendo benissimo che era la mamma a suonare il campanello. Il sorriso del pane e pomodoro fresco quando ti fermavi per un giorno intero sulla riva del male, della sabbia dentro al costume che prendeva vita propria e si muoveva. Il sorriso di te che disegnavi su fogli bianchi un mondo e avevi il coraggio e l’ardire, come tutti i bimbi, di dar vita a bambole e sogni. Il coraggio di alzarsi pimpanti dal letto alla domenica mattina. Il sorriso dei ricordi; Il sorriso nostalgico di alcuni profumi.