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Federico Moccia – Libri

Notte. Notte incantata. Notte dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in fretta.

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    Dopo poco si ritrovano a mangiare. A ridere. A scherzare, come una di quelle coppie felici di stare insieme, quelle che sognano, che hanno ancora tutto da scoprire, quelle che hanno un po’ paura e un po’ no… Come quella sensazione strana che si prova quando si sta in spiaggia e fa caldo. All’improvviso si ha voglia di fare il bagno. Allora ci si alza dall’asciugamano. Ci si avvicina all’acqua. Ci si entra. Ma l’acqua è fredda. A volte freddissima. Allora c’è chi lascia perdere tutto e torna a sdraiarsi, a soffrire il caldo. C’è invece chi si butta. E solo questi ultimi, dopo qualche bracciata, riescono ad assaporare fino in fondo quel gusto unico e un po’ sciocco di totale libertà, perfino da se stessi.

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    Allora rise. Una risata gradevole e risonante, come un profumo costoso che indugia nell’aria quando chi lo porta se n’è andato; risuonava nelle orecchie come una musica lontana.

  • Lev Nikolaevic Tolstoj – Libri

    Basterebbe che gli uomini credessero alla necessità di adempiere all’unico comandamento dell’Amore, così come essi credono oggi alla necessità di compiere questi o quei sacramenti, queste o quelle preghiere; basterebbe che così come credono oggi alla necessità delle loro scritture, dei loro templi, delle raffigurazioni incise sui calici, essi credessero che esiste al mondo un solo santuario indubitabile, l’uomo, e che l’unica cosa che l’uomo non può e non deve profanare e offendere sia ancora e sempre l’uomo stesso, il portatore del principio divino, e diverrebbero impossibili non soltanto le esecuzioni capitali e le guerre ma anche tutte le violenze che l’uomo può fare all’uomo.