Fëdor Michajlovic Dostoevskij – Felicità
Chi pretende dall’altro tutto e rifiuta ogni dovere, non troverà mai la felicità.
Chi pretende dall’altro tutto e rifiuta ogni dovere, non troverà mai la felicità.
Cogli l’attimo di felicità e respiralo fino in fondo prima che voli via.
Se mi chiedono cos’è la felicità io rispondo: La felicità è soggettiva. Aristotele, all’inizio dell'”Etica nicomachea” affermava che tutti gli uomini tendono alla felicità: Chi non vorrebbe essere felice? Ma si sa che ciascuno di noi ha una sua, specifica ed individuale nozione di felicità. Ed è un attimo fuggente, trà gioie e dolori che la vita ci riserva. Possiamo anche afferrare per un attimo la felicità e possiamo anche perderla poco dopo. Ma sentiamo sempre la necessità di raggiungerla. È un modo di vivere la vita, se riusciamo a realizzare i nostri sogni siamo felici e visto che i sogni non sono uguali per tutti allora la felicità dev’essere per forza soggettiva. C’è chi è felice con una bella famiglia, chi lo è con la gloria. Per me è una condizione di armonia tra me ed il resto del mio mondo e nella conoscenza di me stessa.
Non so per gli altri come sia, ma io sento che non posso fare come gli altri.
La felicità è un regalo inatteso. Capita di imbattersi in Lei nel bel mezzo di una cammino impervio. La incontri… e in un solo istante, tutto cambia. Non sei più in un arido deserto, ma nel più rigoglioso dei giardini primaverili, circondato da migliaia di fiori appena sbocciati.
Se non si sente forte dentro questo coraggio è meglio rinunciare ad essere felici. Perché la felicità non ama a metà. È sostanza d’amore e l’amore non si arrende. Non si rassegna.
Eh, già… la felicità. Questo gran parolone e stato d’animo che ci riscalda il cuore donandoci benessere e serenità. Non chiedetevi per quanto durerà o se realmente abbiate il diritto di viverla: vivetela finché il suo sapore sarà intenso; vivetela finché renderà luce alla vostra anima; vivetela finché essa colmerà il vostro viso di sorriso: perché “Nella vita si può possedere tutto ma non avere nulla, ma si può sorridere e non desiderare niente di più”.