Fëdor Michajlovic Dostoevskij – Società
Se il giudice fosse giusto, forse il criminale non sarebbe colpevole.
Se il giudice fosse giusto, forse il criminale non sarebbe colpevole.
La civiltà è un illimitato moltiplicarsi di inutili necessità.
Libertà significa avere potere: non il potere di controllare gli altri, ma il potere di controllare le circostanze della propria vita.
Il clandestino è penalmente responsabile della sua miseria.
Esistono ancora individui che non hanno visto la felicità e la sensibilità nemmeno da lontano, e ancora lodano maestri, messia, santi. Oppure addirittura idoli come politici, calciatori, cantanti e attori che guadagnano milioni su milioni per fare cazzate. Che tristezza, l’individuo mediocre loda sempre qualcuno mediocre.
Provare vergogna? Oramai gli unici che arrossiscono sono i pesci rossi.
È una società, o sistema in cui più possiedi e più sei vuoto, più sei povero e più sei deriso, più “bravo” sei nel tuo lavoro più in realtà sei manipolato dai poteri forti, la sensibilità è considerata una debolezza e la bestialità una forza e l’arricchimento di pochi conta più del benessere collettivo. Conta più l’apparire che l’essere e la paura non è mai stata più dominante. Il benessere materiale e i comfort sono un ottimo ricatto per zittire i popoli i quali avranno paura che “paparino” (il potere) toglierà loro il poco che hanno se non faranno i “bravi” (sottomessi). E così scambiamo il nostro tempo con il denaro (pezzo di carta senza reale valore tranne quello di cui ci hanno persuaso).