Fëdor Michajlovic Dostoevskij – Vita
I migliori (moralmente) sono insieme i peggiori della città; è loro destino essere umiliati e offesi.
I migliori (moralmente) sono insieme i peggiori della città; è loro destino essere umiliati e offesi.
Quanti giorni si sprecano in gioventù, incoscientemente si pensa di essere eterni. Non si riflette sulla morte, si pensa “è troppo lontana la morte”, “c’è tempo”, “ci sono speranze e sogni da realizzare, amori da vivere”, “c’è tempo!” I giorni passano, alcuni inutilmente ed i sogni e le speranze man mano sono soffocati da problemi da risolvere dai dolori o dalle malattie. Nel dolore si apprende un’infinità di cose, tutto questo, però può non Impedire di pensare a quanti errori si poteva evitare, a quante altre strade si potevano percorrere, ai giorni trascorsi pensando al futuro facendosi sfuggire il presente. Si vivono attimi di felicità intensi nei sogni e nelle speranze avverate o quando l’amore, forse breve, fa capolino. Ci si ritrova con i capelli imbiancati, e si pensa “non c’è più tempo, non c’è futuro!” Ormai lo hai imparato che bisogna ora, vivere il presente!
La vita è quella malattia che nessuno vorrebbe mai curare.
Se ci pensi, tutto ha un senso.
E come disse Confucio: l’uomo è sempre alla ricerca di qualcosa. A volte anche in affitto.
C’è chi ti entra nella vita all’improvviso, senza neanche bussare. Ma alla fine, bussare, è solo una formalità.
Sembra che la vita abbia perso significato, oggi, pochi vivono per vivere, molti per consumare, per paura d’esser consumati.