Fernando Pessoa – Stati d’Animo
Ah, ogni molo è una nostalgia di pietra!
Ah, ogni molo è una nostalgia di pietra!
Inutile dire ad una stella di brillare, perché lo farà comunque. Inutile dire al sole di scaldare, perché il suo calore sarà sempre più forte. Inutile cantare note al vento, perché esso le porterà via senza ascoltarle. Inutile adulare la bellezza del Narciso, perché esso si getterà nel fiume pur di guardarsi. Eppure diciamo alle stelle di brillare più intensamente per poterle vedere, al sole di scaldarci con i suoi raggi per poi di quel calore poterne godere, cantiamo al vento note dissennate che non arriveranno mai alla luna e aduliamo la bellezza più di quanto possa fare il Narciso stesso con la sua fortuna. Siamo esseri umani, viviamo di bellezza, d’amore e di una ricerca insensata di un semplice bagliore, nascosto nell’effimera sostanza di una forma umana, che in realtà non è che un’anima in un corpo che funge per esso come una comoda stanza in una dimensione vana.
Comprendo il tuo dolore; il mio è racchiuso in una conchiglia, in fondo al mare.
Perché è così facile sparire? E perché è cosi difficile restare? Due domande che non avranno mai una risposta!
Sentirsi soli è il peggior guaio per uno che cerca amici ed è la miglior cosa per colui che ama la solitudine.
Ho una solitudine così affollata da farne due. E tre. Una moltitudine di solitudini, come fossero uniformi speciali da indossare per ogni notte diversa, giorni senza stelle, nelle albe piegate e l’aria chiusa a doppia mandata e il respiro che non è mai chiave.
Conosco persone col passare del tempo si rimpiccioliscono sempre più, schiacciate dal peso della loro sporca coscienza, fino ad arrivare a sparire, l’unica persona che avrà il coraggio di guardarle in faccia sarà la loro immagine riflessa allo specchio.