Fidel Castro (Fidel Alejandro Castro Ruz) – Frasi in lingua straniera
Un ejemplo como ese nada ni nadie lo puede eliminar jamas!Un esempio di come niente e nessuno lo potrà mai uccidere!(Fidel si riferisce alla morte di Che Guevara)
Un ejemplo como ese nada ni nadie lo puede eliminar jamas!Un esempio di come niente e nessuno lo potrà mai uccidere!(Fidel si riferisce alla morte di Che Guevara)
Moon; among us, there is half the dark universe and yet my thoughts, my touch every night while my rapt gaze even reaches you and gets lost in that blissful infinite of your radiant beauty!Luna; fra noi, c’è di mezzo l’oscuro universo eppur col pensiero, ti sfioro ogni notte mentre il mio sguardo rapito ancor ti raggiunge e si perde in quel beato infinito della tua luminosa bellezza!
Xalel poto-poto la, nooko raaxeh rek lay weyeh.Il bambino è d’argilla, prende sempre la forma datagli.
Even may i be mad, but i’m quite aware of my madness.Può anche darsi che io sia pazzo, ma mi sono bene accorto della mia pazzia.
No princípio do fimHà ruídos que não se ouvem mais:- o grito desgarrado de uma locomotiva na madrugada- os apitos dos guardas noturnos quadriculando como um mapa acidade adormecida- os barbeiros que faziam cantar no ar suas tesouras – a matraca dovendedor de cartuchos- a gaitinha do afiador de facastodos esses ruídos que apenas rompiam o silêncio.E hoje o que mais se precisa è de silêncios que interrompam o ruído.Mas que se hà de fazer?Hà muitos – a grande maioria – que jà nasceram no barulho. E nem sabem, nem notam, por que suas mentes são tão atordoadas, seus pensamentos tão confusos. Tanto que, na sua bebedeira auricular, sò conseguem entender as frases repetitivas da música pop. E, se esta nossa “civilização” não arrebentar, acabamos um dia perdendo a fala – para que falar? Para que pensar? -, ficaremos apenas no batuque: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”Al principio della fineCi sono rumori che non si sentono più:- il grido solitario di una locomotiva nell’alba;- i fischietti delle guardie notturne che squadrano come una mappa la città addormentata;- i barbieri che facevano cantare per l’aria le loro forbici;- il tric-trac del venditore di castagne;- lo zufoletto dell’affilatore di coltelli.Tutti quei rumori che appena rompevano il silenzio. E oggi quel di cui più c’è bisogno sono silenzi che interrompano il rumore.Ma che possiamo farci? Molti – la grande maggioranza – sono nati già nel frastuono. E neanche lo sanno, neanche lo notano, tanto le loro menti sono stordite, i loro pensieri confusi. Tanto che, nella loro ubriacatura auricolare, riescono solo a sentire le frasi ripetitive della musica pop. E, se questa nostra “civiltà” non esploderà prima, un giorno finiremo per perdere la favella: perché parlare? Perché pensare? Resteremo soltanto col suono dei tamburi: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”
Panta rei.Tutto scorre.
L’amour ce n’est pas qu’un sentiment… c’est una renaissance.L’amore non è solo un sentimento… è una rinascita.