Fiorella Cappelli – Frasi Sagge
Un giorno la speranza disse al mondo: Non provare a cancellarmi mai, tu ci sei… perché io esisto.
Un giorno la speranza disse al mondo: Non provare a cancellarmi mai, tu ci sei… perché io esisto.
L’inatteso e l’inaudito appartengono a questo mondo.
Sono riuscita a smettere di fumare, bere caffè ad ogni ora del giorno e mangiare troppi dolci. Ma un vizio mi è rimasto. Ed è il più forte, quello a cui non riesco a rinunciare, perché ne sono fortemente dipendente e mi piace da matti! È il vizio di Vivere, nonostante le avversità. Vivere, Vivere! Sempre e comunque.
Il silenzio dei muti è conseguenza delle domande dei sordi.
Condividete il vostro tempo con chi si adopera a lasciarvi sani ricordi, non sciupatelo con persone che non mirano a valorizzare i vostri attimi!
Intendo esaminare qui i ricordi di esperienze estreme, di offese subite o inflitte. In questo caso sono all’opera tutti o quasi i fattori che possono obliterare o deformare la registrazione mnemonica: il ricordo di un trauma, patito o inflitto, è esso stesso traumatico, perché richiamarlo duole o almeno disturba: chi è stato ferito tende a rimuovere il ricordo per non rinnovare il dolore; chi ha ferito ricaccia il ricordo nel profondo, per liberarsene, per alleggerire il suo senso di colpa.Qui, come in altri fenomeni, ci troviamo davanti a una paradossale analogia tra vittima e oppressore, e ci preme essere chiari: i due sono nella stessa trappola, ma è l’oppressore, e solo lui, che l’ha approntata e l’ha fatta scattare, e se soffre, è giusto che ne soffra; ed è iniquo che ne soffra la vittima, come invece ne soffre, anche a distanza di decenni. Ancora una volta si deve constatare, con lutto, che l’offesa è insanabile: si protrae nel tempo, e le Erinni, a cui bisogna pur credere, non travagliano solo il tormentatore (se pure lo travagliano, aiutate o no dalla punizione umana) ma perpetuano l’opera di questo negando la pace al tormentato.
Certi giorni, stanco di certe situazioni decidi di mollare, di tirarti indietro di abbandonare quel mare che per troppo tempo hai navigato “controcorrente”. Comprendi che certe cose neppure il tempo riesce a scalfire, ed ammorbidire, a cambiare e ti convinci che devi prendere un altra strada dove la corrente non ti rema contro, ma ti aiuta nel tuo percorso a conquistare la meta.