Fiorella Cappelli – Sorriso
Al buio le lacrime non si vedono, come non si vedono i sorrisi… eppure ci sono.
Al buio le lacrime non si vedono, come non si vedono i sorrisi… eppure ci sono.
Con i nostri sorrisi, avevamo spento anche la luna.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
L’amore è… condividere i momenti di relax, fare il bagno insieme, in una piccola vasca… immaginando il mare.
Tra gli sguardi pieni di falsità, i sorrisi sono veri solo per metà.
Non so perché, ma un tuo sorriso fa felice me.
Nella vita per ogni sorriso che ti risparmi c’è almeno un sorriso che ti perdi.