Fiorella Cappelli – Stati d’Animo
Roma è: una voce nel cuore mio.
Roma è: una voce nel cuore mio.
Poi guardi il mondo, leggi sentenze negli occhi della gente, pronte a puntare il dito su chi si muove nel “suo mondo” fuori dalle righe di una società conformata, e ti rendi conto che un giudizio, se anteposto ad un fatto, genera mostri. Sempre.
Frugherò nelle tasche dell’anima mia, frugherò nei profondi abissi, fino a quando non ritroverò quella felicità perduta.
Non si perde niente a mandar via chi non tiene a noi, chi non ci merita. Prima o poi arriverà chi ci amerà!
L’aura si colora e il cuore guardandola sorride scrollandosi la polvere di antiche esperienze. Gli occhi poi sono umidi di un mare di emozioni e i sensi sentono solo il tuo profumo. È una luce che ti accompagna e ti solleva in una sorta di volo infinito lasciando gocce di cuore che ti insegnano il cammino per raggiungermi.
Sei scoppiata a piangere. Sei corsa ad abbracciarmi. Forse è stato solo merito della paura, ma hai ripreso ad aver bisogno di me. Mi hai permesso di rientrare. Era quello che mi serviva per prendere il coraggio necessario per dartene. Non ti sarebbe successo niente, piccola. Potevi fidarti di me ora che avevi ripreso a farlo.
“Mi sei mancato” La smorfia di Tariq insegnò a Laila che i ragazzi erano diversi dalle ragazze nell’espressione dei propri sentimenti. Non esibivano l’amicizia. Non sentivano il profondo bisogno di parlarne. I ragazzi, aveva capito, trattano l’amicizia alla stessa stregua del sole: ne davano per scontata l’esistenza, e traevano il massimo godimento dal suo splendore solo quando non lo guardano direttamente.