Francesca Favella – Sorriso
Ogni giorno penso “Devi solo sorridere”. Lo penso, ma non lo faccio.
Ogni giorno penso “Devi solo sorridere”. Lo penso, ma non lo faccio.
Il riso è la distanza più corta tra due persone.
Un sorriso strappa quasi sempre un altro sorriso.
Avrei veramente voglia e bisogno di ridere non di muovere i muscoli del viso…
Il tuo sorriso è astuccio di matite per colorare le mie giornate.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
Un sorriso è la piccola magia che fa brillare anche le giornate più nere. Te lo mandi sperando che le tue brillino sempre.