Francesca Genna – Frasi Sagge
Per capire l’universo che c’è in noi dobbiamo semplicemente guardarci intorno. Anche la morte di una stella ci racconta il destino del tutto.
Per capire l’universo che c’è in noi dobbiamo semplicemente guardarci intorno. Anche la morte di una stella ci racconta il destino del tutto.
Il sogno di Dio non è solo quello di rendere le persone fraterne tra di loro ma di trasformare la società in fraternità.
Un uomo sacro, ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta: un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono, che gli insegna tante cose. Uno sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il ronzio degli insetti. Se ne sta seduto, con il volto rivolto ad Ovest, e chiede aiuto. Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta con attenzione le voci degli animali. Diventa uno di loro. Da ogni creatura affluisce qualcosa dentro di lui. Anche da lui emana qualcosa:come e che cosa, io non lo so, ma è così. Io l’ho vissuto. Uno sciamano deve appartenere alla terra. Deve leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro.
La mente deve essere al servizio dell’uomo, e non l’uomo al servizio della mente! Deve essere un suo strumento, un suo arto! E come il braccio è mosso dal desiderio, dall’intenzione, dalla consapevolezza cosi ogni pensiero deve esser cosciente in ogni uomo, affinché il sentimento domini la ragione, il cuore domini la mente, l’anima domini il corpo… forse un modo per conoscer l’Assoluto.
Proverbio, regola: il morto è morto diamo aiuto al vivo. Se lei dice questo proverbio a uno del Nord, gli fa immaginare la scena di un incidente in cui c’è un morto e c’è un ferito: ed è ragionevole lasciare lì il morto e preoccuparsi di salvare il ferito. Un siciliano invece vede il morto ammazzato e l’assassino: e il vivo da aiutare è appunto l’assassino[…] Io non sono siciliano fino a questo punto: non ho mai avuto inclinazione per aiutare i vivi, cioè gli assassini, e ho sempre pensato che le carceri siano un più concreto purgatorio.
La tranquillità è un’utopia. La terra è il caos, e pensare che attribuiamo al caos l’origine della terra, ma sarà anche la fine e il durante. Forse è la metafora della vita.
Come uno spettatore sono qui ad aspettare un attore che non si si vede più in scena.Dove sei finito? Più ti rincorro e più non riesco a vederti.Sempre tra i miei pensieri… bussi alla mia porta… vengo ad aprirti… ma tu già sei scomparso.