Francesca Nacca – Vita
Voglio far onore al rivoluzionario che eri: tu che mi hai vista per l’ultima volta, con occhi offuscati dal morbo e dalla vecchiaia, ancora bambina.
Voglio far onore al rivoluzionario che eri: tu che mi hai vista per l’ultima volta, con occhi offuscati dal morbo e dalla vecchiaia, ancora bambina.
Credo che siano poche le persone che almeno una volta non siano andate al luna park ed entrate negli specchi, facilissimo entrare ma difficile uscire cosi come alcune scelte della vita.
Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente.
C’è una vita che comincia ogni mattina, uscendo di casa per affrontare il mondo esterno ed una parallela che spinge per farsi largo nel nostro mondo interno. C’è una luce naturale o artificiale, che illumina gli ostacoli lungo il cammino ed una surreale che accende sogni e desideri dentro ognuno di noi, accendiamola.
La verità è che siamo ridicoli e nel cercare di non esserlo, lo diventiamo sempre di più.
Cento grammi di solitudine, pesano più di cento grammi di felicità a detta dei cuori.
Piano piano stanno cadendo le barriere e tutte le mie teorie vanno a sgretolarsi… lentamente. Forse qualcosa rinascerà dalle ceneri di quella che è stata un’esistenza, dilaniata da mille domande e da non so quante colpevolizzazioni. Pian piano si fa luce in quel tunnel interminabile, fatto di buio e silenzio. Torneranno le lacrime nei miei occhi, ma stavolta dopo tanto tempo, saranno liberatorie. La vita è troppo breve per perdere “l’attimo fuggente”, io l’ho scoperto solo adesso!