Francesca Nacca – Vita
Voglio far onore al rivoluzionario che eri: tu che mi hai vista per l’ultima volta, con occhi offuscati dal morbo e dalla vecchiaia, ancora bambina.
Voglio far onore al rivoluzionario che eri: tu che mi hai vista per l’ultima volta, con occhi offuscati dal morbo e dalla vecchiaia, ancora bambina.
I traguardi servono a capire un sacco di cose. “Traguardo” non significa vincere, significa riuscire ad arrivare.
Possiamo donare agli altri solo ciò che siamo e non ciò che vorremmo essere, perché nella nostra autenticità è racchiusa la nostra vera essenza.
La vita è come un gran pentolone di minestra: più ingredienti ci metti, più sapore dai; ma se per sbaglio metti una spezia che poco centra con il tuo essere è finita, e allora metti nella tua vita i soli ingredienti che possano insaporirla senza rovinare il sapore a te stesso o agli altri.
Perché dobbiamo trovare la forza, dobbiamo trovare il coraggio. Dobbiamo essere ciò che siamo senza paure e freni. Chi vive in modo verace, deciso senza nascondersi sarà apprezzato. Non importa avere il 100% dei consensi, bastano quelli che contano! Trovate la forza di essere ciò che siete senza fingere di essere ciò che vorreste!
Chi mi ha conosciuto non mi ha mai scordato… chi mi ha scordato non mi ha mai conosciuto.
Non fuggiamo dalla sofferenza. Quando ci riguarda direttamente, la croce è ormai nostra. Quando interessa gli altri, abbiamo due possibilità: voltarci e andare via, oppure, mettere le braccia sotto di essa, ed alleviare seppur di poco la sofferenza a chi la sta portando. Se possiamo, aiutiamo a trascinare questa croce: è l’unico modo per avvicinarci al Cielo.