Francesca Zangrandi – Filosofia
La mia fragilità è come quella dei bambini e spesso molti non lo capiscono, forse perché il mio viso è quello di un adulta.
La mia fragilità è come quella dei bambini e spesso molti non lo capiscono, forse perché il mio viso è quello di un adulta.
Preferisco il silenzio dei mie pensieri, che ascoltare il rumore di parole ipocrite.
C’è chi parla e parla quando invece vorresti ti stesse ad ascoltare, c’è chi ti vede e crede di conoscerti quando invece non ha ancora imparato ad osservarti, c’è chi ti giudica per mostrarsi superiore ma non ha fatto i conti con la tua e sua intelligenza, c’è chi ride perché ti ha ascoltato senza guardarti negli occhi, c’è chi ti cerca quando ormai non ci sei più e solo allora si sente più solo, c’è chi ti stima e solo allora sarai certo/a che non arriverà mai ad amarti…
Le persone sono spesso come specchi che non riflettono e nonostante tutto, gli altri non vedono altro che se stessi.
Nell’alba si riflette la luce della sera, ed è il tempo a riflettere il passato nel presente. Ma il colore è sempre altrove, come la vita è oltre. Le intuizioni possono forse essere la connessione tra presente e futuro: potrebbero essere manifestazioni o anticipazioni di pensieri nell’immediato e futuro pensiero sul quale si basano.
Il fine della criminologia clinica, come pure del diritto penale, è l’uomo, dunque l’umanità.
“In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione si ripeterà necessariamente infinite volte.” Questa affermazione, unita al fatto che tutto è energia e che l’energia può essere scambiata solo in modo discreto (fisica quantistica), ci può portare ad una seconda affermazione, valida però solo nel caso in cui l’Universo sia finito: ogni uomo rinasce, e vive infinite vite infinite volte.