Francesco D’Agostino – Scienza e tecnologia
Sempre secondi fini mai fini a se stessisempre terzi incomodi in un mondo di progressi…
Sempre secondi fini mai fini a se stessisempre terzi incomodi in un mondo di progressi…
Ritraggo la tua sensualità guardandoti con naso esperto, ti tocco con gli occhi di chi solo può conoscerti fino in fondo, le mie labbra leggono tra le righe delle tue vene ispiratrici, mi soffermo all’apparenza con le ignobili mani parche di vita, delineo sottofondi musicali con i piedi infreddoliti, ti stringo forte al petto con il ginocchio sindrome di lontananza, mi affaccio al mondo con capelli d’altri tempi, serpeggio nell’infinito stimolando la lingua con visioni sublimi…
Solo lo scienziato è vero poeta: ci dà la luna, ci promette le stelle, ci farà un nuovo universo, se sarà il caso.
Tutta la conoscenza umana rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione compresa, beninteso, nessuna giustificazione definitiva di una confutazione.
Non ci dovrebbe essere la necessità di fare la guerra per fare ricerca.
Preparai ogni cosa con cura: scelsi le mie armi migliori, mi rinchiusi in un silenzio carico di presagi, raccolsi il mio Io e me lo gettai addosso come un mantello.E lo affrontai.Fu estenuante, ma alla fine riuscii a sopravvivere.Quando a sera gli tolsi la vita, una cupa soddisfazione si impadronì di me.Anche per oggi ero riuscito a sopravvivere al mio computer.
Il vecchio ideale scientifico dell’episteme – della conoscenza assolutamente certa, dimostrabile – si è rivelato un idolo.