Francesco Di Sales – Frasi Sagge
Siate più dolci che potete e ricordate che si prendono più mosche con un cucchiaino di miele che con cento barili di aceto.
Siate più dolci che potete e ricordate che si prendono più mosche con un cucchiaino di miele che con cento barili di aceto.
In questo mondo, non esiste e non potrà esistere la persona perfetta, perché siamo tutti diversi e interpretiamo la parola “giusto” e la parola “sbagliato” assecondando i nostri bisogni e le nostre convenienze. Chi dice che è giusto ha già fatto un grosso sbaglio!
Dovremmo tornare bambini.Quando eravamo bambini nessuno di noi era cosciente di essere umano; del colore della nostra pelle, del Credo praticato dai genitori.Non avevamo la presuntuosa capacità di giudicare, condannare e sputare sentenze.Non sentivamo di appartenere ad una bandiera, né di farci dividere dalla politica né da una squadra di calcio.Non conoscevamo la malizia, né presunzione né odio nei confronti di chi o cosa è diverso dal nostro modo di essere e pensare. Da bambini ci esprimevamo solo con un sorriso o piangendo.Anche adesso che siamo adulti sorridiamo o versiamo lacrime per manifestare ciò che proviamo, questo è un linguaggio universale che vale per tutti, ma i sorrisi e le lacrime, spesso, sono accompagnati da parole che dovremmo far tacere e lasciare che l’emozione esca attraverso il bambino che è in noi.
Le persone più ambigue sono spesso quelle che credono di essere le più sincere.
Imparerai ad amare ancora, è la vita, e si! Adesso sei perduta, sola, piangi disperata invochi maledizioni al giorno i cui lo ha conosciuto, ma, imparerai ad amare ancora, imparerai che l’amore quello vero quello che hai sempre desiderato, è in qualche parte di questo mondo e sta aspettando te! Imparerai che nulla è perduto, nulla ed imparerai ad amare ancora!
Le relazioni umane oscillano nel dispiegarsi di una dialettica costante: devo stare zitta o gli do uno sganassone!
Più tardi Lia mi avrebbe detto: “Tu vivi di superfici. Quando sembri profondo è perché ne incastri molte, e combini l’apparenza di un solido – un solido che se fosse solido non potrebbe stare in piedi.””Stai dicendo che sono superficiale?””No,” mi aveva risposto, “quello che gli altri chiamano profondità è solo un tesseract, un cubo tetradimensionale. Entri da un lato, esci dall’altro, e ti trovi in un universo che non può coesistere col tuo.”