Francesco Galizzi – Vita
Vivendo soffro. Soffrendo vivo.
Vivendo soffro. Soffrendo vivo.
In ginocchio al buioLì il mio corpo risiedeIl viso coperto dalle maniSento solo il respiroCome tamburo il battito del cuoreIl silenzio mi ricopre come un veloFitto e cupoavvolgente e schiaccianteSquarciato da un urlol’urlo della mia anima.
Ogni tanto basta proprio togliere la testa dalla sabbia ed aprire gli occhi. Basta per farci vedere meglio tutto ciò che ci circonda. Basta per farci apprezzare le piccole cose della vita.
Nella tua vita incontrerai due diverse tipologie di persone: quelle conosciute per volontà del destino e quelle a cui avrai garantito la tua destinazione. Spesso si è più fortunati nella prima ipotesi.
Ogni cosa inizia e finisce, la vita è fatta così, non possiamo immortalare niente, i bei momenti passano esattamente come quelli brutti e che senso ha allora perdere tempo, sfruttiamolo al fine di avere più momenti possibile.
Noi viviamo l’attimo del soffio del vento, del batter d’ali di farfalla, dello splendore di un fiore ricamato di rugiada, del sapore di un bacio rubato. Non viviamo l’eterno di una stella che splende ma resta lontana, di un diamante che brilla ma è sempre gelido, delle catene montuose che sfiorano il cielo ma non l’abbracciano mai. L’eterno è immobile, la vera bellezza è nel tocco fugace dell’arcobaleno che, per un istante, ci abbraccia tra terra e cielo.
Il mondo è come un grosso sacco pieno di peccati e un sacchetto pieno d’amore.