Francesco Iannì – Libri
La penna scrive ciò che non si ha il coraggio di urlare.
La penna scrive ciò che non si ha il coraggio di urlare.
Quel cerchio di rosso e porpora e oro sembra nella notte cittadina un foro trapanato nella realtà per mostrare l’astratto splendore che arde al di sotto.
Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.
Le biblioteche non si fanno, crescono.
Non si può leggere davvero un libro senza essere soli. Tuttavia proprio attraverso questa solitudine entriamo in intimità con esseri umani che altrimenti non avremmo mai incontrato, o perché sono morti da secoli o perché parlavano lingue che non comprendiamo. Eppure per noi sono diventati tra gli amici più cari, i consiglieri più saggi, i maghi che ci incantano, gli amanti che abbiamo sempre sognato.
Leggo perché ogni particella del mondo mischiandosi alla mia compone la “formula” dell’esistenza.
Il pessimista finisce per incrociare le braccia.