Francesco Iannì – Tristezza
La mia irrequietezza rifiuta l’inerzia.
La mia irrequietezza rifiuta l’inerzia.
Solo nella sofferenza di chi ha perso tutto, ho trovato la voglia e la speranza di tornare a sorridere.
Non fermare queste lacrime,lasciale cadere tra i resti del nostro amore,lasciale fluire tra le parole non dette e quelle sepolte dalla fine.È rimasto forse qualcosa oltre a questo immenso dolore?Questa è la fine di ciò che poteva essere un grande amore,ma che ha preferito crollare senza lottare.Io ho lottato ma da sola. E tu? Tu hai lottato?Non puoi più fermare le mie lacrime. Ormai sono parte di me.
L’unica cosa che non cambia mai nella vita è che le cose cambiano.
Ai miei tempi, sì che le cose andavano bene: l’adolescente faceva l’adolescente, mentre quello meno giovane, che non comprendeva il comportamento dei giovani, diceva “ai miei tempi, sì che le cose andavano bene”.
Il bambino in un letto di ospedale, l’anziano dimenticato da tutti, le donne sottomesse e sfruttate, i tanti malati, le vittime della guerra, i piccoli violentati. Quanta tristezza. Se possiamo, dove c’è questa sofferenza, portiamo un sorriso. Non ci costa nulla, ma dà tanto: soprattutto a noi!
Perdonatemi, sarò matto, ma per me, tranne qualche pezzetto di fica, non me ne fregherebbe proprio un tubo se morissero tutti, al mondo. Sì, lo so, non è carino. Ma io sarei contento, come una lumaca. Dopotutto è la gente che m’ha reso infelice.