Franco Paolucci – Tristezza
Siamo per soffrire i nostri mutamenti. Siamo per gioire ogni nostro miglioramento.
Siamo per soffrire i nostri mutamenti. Siamo per gioire ogni nostro miglioramento.
Vorrei chiedere scusa a quell’uccellino che ogni mattina canta fuori dalla mia finestra, per non avere abbastanza saggezza da scordare i miei problemi al suo incantevole cinguettare.
Ci sono due occhi che vomitano lacrime, un mascara nero che sporca il viso ed un maledetto biglietto stropicciato per il tempo e la stanchezza. Dietro ad un filo di un telefono c’è un mare di lacrime. Usami, come non hai fatto con nessun’altra; usa le mie mani, le mie carezze, le mie emozioni, i miei “Ti voglio bene” detti di corsa. Usa tutto ciò che di me hai nelle mani. E non preoccuparti di tutto ciò che distruggi, tanto è mio.
Non riesco a capire perché alcune volte ci mancano delle persone che non abbiamo mai avuto veramente. Forse ci fa stare male non tanto la loro perdita quando ripensare a quanta dignità abbiamo perso… quanto abbiamo perso noi stessi per un amore a metà.
Arriva di notte, accompagnata dal silenzio che circonda la mia vita. Ritorna come ha sempre fatto nei momenti più duri, si siede accanto a me e mi osserva per poi riprendere il suo posto nel mio cuore… Lei… il suo nome è Solitudine… il suo abbraccio è gelido.
Le lacrime spuntarono di nuovo; non si decidevano ancora a scendere, ma luccicavano come stelle in prigione.
Non permettere al tuo orgoglio di distruggere una relazione.Anche se rischi di apparire vulnerabile, devi dire a una persona che l’ami e hai paura di perderla, perché arriva il momento in cui quella persona ha bisogno di sentirselo dire. E anche se in passato hai sofferto, non puoi erigere un muro d’orgoglio per proteggere le tue fragilità, perché rischi di lasciare fuori l’amore.